A colourful images of deers in nature, called Fauna, created by artist Claudia Fuggetti

MPB incontra: L'artista e fotografa Claudia Fuggetti

Pubblicato 3 marzo 2026 da MPB

Claudia Fuggetti è un’artista e fotografa con base a Taranto. Il suo lavoro esplora il confine tra realtà e immaginazione, combinando fotografia, video e pittura digitale per offrire nuove prospettive sulla vita contemporanea. Le sue immagini costruiscono realtà alternative che riflettono la tensione verso il futuro e la tecnologia, grazie a un uso distintivo del colore e di diversi linguaggi visivi. 

Claudia è stata selezionata per la FUTURES X MPB Residency e ha presentato il suo lavoro alla Unseen Amsterdam Photography Fair.

FUTURES è un’iniziativa europea dedicata alla fotografia che riunisce la comunità internazionale del settore per sostenere la crescita di artisti emergenti. La sua missione è offrire una piattaforma ai fotografi agli inizi della carriera, valorizzando il loro lavoro e garantendo l’accesso a un’ampia rete di professionisti, mercati e pubblici. Unseen è una fiera d’arte, ospitata presso la Westergasfabriek di Amsterdam, dedicata alle più recenti evoluzioni della fotografia contemporanea.

Abbiamo parlato con Claudia del suo progetto Metamorphosis, del suo processo creativo, delle sue ispirazioni e del significato alla base del suo lavoro.

Un’immagine alterata di un albero con un cerchio di stelle sullo sfondo. Opera intitolata Cardi dell’artista Claudia Fuggetti

Claudia Fuggetti | Cardi | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 120 mm | f/5 | 1/80

MPB: Raccontaci di te: qual è il tuo percorso e come sei arrivata alla fotografia?

CF: Ho iniziato a fotografare a 15 anni, usando MySpace per condividere i miei lavori e scoprendo la fotografia come un potente mezzo di connessione. Dopo il liceo ho studiato beni culturali vicino alla mia città natale, Taranto. È un luogo segnato da una grande bellezza ma anche dall’inquinamento industriale, un contrasto che ha influenzato profondamente il mio sguardo.

Ho poi conseguito un master alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano, nota per l’attenzione a moda e fotografia. Successivamente ho lavorato per due anni come assistente fotografa per riviste di arte e design.

Per ampliare le mie competenze ho intrapreso un secondo master in culture digitali. Mi sono appassionata alle nuove tecnologie e ai confini sempre più sfumati tra reale e irreale. Questa ricerca definisce oggi la mia pratica fotografica, che mira a provocare e a mettere in discussione lo sguardo dello spettatore.

Un’immagine manipolata e dai colori vivaci, con punti verdi che ricoprono un paesaggio montano rosa e viola. Opera intitolata Rain dell’artista Claudia Fuggetti.

Claudia Fuggetti | Rain | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 24 mm | f/4 | 1/30 | ISO 1600

MPB: Come hai trovato il tuo stile?

CF: Il mio stile si è sviluppato attraverso la sperimentazione di tecniche non convenzionali, come la fusione tra il generatore Deep Dream di Google e immagini del mondo reale. Ispirata da Le porte della percezione di Aldous Huxley, mi sento attratta da un approccio psichedelico. Sono influenzata anche da riferimenti come Fantasia of Color in Early Cinema di Tom Gunning, da artisti che lavorano con colori e luci vibranti e da registi come Stanley Kubrick e Andrej Tarkovskij.

Esploro il confine tra reale e irreale, utilizzando manipolazione digitale e colori intensi per mettere in discussione la percezione dello spettatore.

Il mio processo creativo unisce pianificazione e sperimentazione spontanea, spesso guidata dalla musica e dalla filosofia. Ad esempio, la filosofia ecologica di David Abram ha influenzato il mio progetto Metamorphosis, che indaga il nostro modo di percepire la natura. Il mio lavoro mira a destabilizzare i punti di vista convenzionali attraverso un mix di colori vividi e tecniche innovative.

Un'immagine scura di una ragnatela nell'erba e nel verde, illuminata da una luce rossa. Un'opera intitolata Spiderweb dell'artista Claudia Fuggetti

Claudia Fuggetti | Spiderweb | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 120 mm | f/22 | 1/200 | ISO 500

MPB: Cosa ti ispira a creare?

CF: Traggo ispirazione da una vasta gamma di fonti, tra cui musica, cinema e nuove tecnologie. Sono particolarmente affascinata dall’intersezione tra realtà e fantasia, ed esploro quella zona grigia in cui si fondono dando vita a un’esperienza ambigua, capace di confondere e mettere in discussione lo spettatore. Mi motivano anche temi come il cambiamento climatico e il nostro rapporto con la natura, come nel progetto Metamorphosis, ispirato all’idea che siamo intrinsecamente connessi al mondo naturale.

Il mio processo creativo nasce da un equilibrio tra sperimentazione e riflessione, spesso innescato da esperienze personali, come la malattia di mio padre e l’inquinamento nella mia città natale, Taranto. La fotografia è iniziata come un modo per entrare in relazione con gli altri ed esprimere la mia sensibilità quando ero timida e isolata; col tempo è diventata una parte essenziale della mia vita, una forza che mi spinge a continuare a creare.

Trovo ispirazione nei dettagli inattesi, come elementi nascosti nelle mie immagini, e nelle interazioni con il pubblico, che offre nuove prospettive sul mio lavoro. Credo che l’arte possa portare speranza anche nei momenti più bui, e questo senso di scoperta e connessione mi spinge a continuare a esplorare e innovare.

Un’immagine di tre figure umanoidi viste attraverso un cerchio di fiori rosa. Opera intitolata Perception dell’artista Claudia Fuggetti

Claudia Fuggetti | Perception | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 24 mm | f/4 | 1/125 | ISO 1280

MPB: Puoi raccontarci di più del tuo progetto Metamorphosis e della sua presentazione a Unseen Amsterdam?

CF: Ho iniziato questo progetto spinta dalla mia sensibilità verso il cambiamento climatico e dal modo in cui percepiamo il nostro legame con la natura. Mi ha ispirata l’idea di David Abram secondo cui la natura non è separata da noi, ma parte dello stesso insieme. Ho voluto indagare come spesso la trattiamo come un semplice sfondo o un oggetto, mettendo in discussione quanto ci prendiamo davvero cura di essa. Il progetto unisce paesaggi della mia regione d’origine, la Puglia, a quelli dei Paesi Bassi. Ho utilizzato colori vibranti, quasi artificiali, per riflettere sia la vitalità intrinseca della natura sia il nostro approccio consumistico nei suoi confronti.

Questo lavoro è stato presentato per la prima volta durante la FUTURES X MPB Residency e successivamente in una piccola mostra a Modena. Sono entusiasta di esporlo a Unseen Amsterdam come parte dello stand FUTURES, dove presenterò anche nuove opere di Metamorphosis, come A New Era, caratterizzata da un linguaggio fortemente astratto. La stampa di questi lavori dà loro una dimensione concreta, rendendo possibile un’interazione reale con il pubblico. Sono curiosa di vedere come gli spettatori reagiranno a questa nuova fase della mia ricerca.

A New Era, opera dell’artista e fotografa Claudia Fuggetti. Una manipolazione colorata di un ambiente naturale.

Claudia Fuggetti | A New Era | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 24 mm | f/4 | 1/125 | ISO 1280

MPB: Come ti approcci alla fase di editing del tuo lavoro? Hai una filosofia o dei principi che guidano le tue scelte?

CF: Il mio approccio all’editing è flessibile e guidato dalla visione che voglio raggiungere. Utilizzo un mix di tecniche analogiche, come l’uso di gel colorati sui flash, e interventi digitali in Photoshop, a seconda dell’atmosfera e del mood che desidero creare.

Non seguo regole rigide. Mi adatto alle circostanze e accolgo l’imprevisto. Le sorprese, come scoprire dettagli che non avevo notato durante lo scatto, spesso orientano il risultato finale e aggiungono nuovi livelli di significato.

Nel complesso, la mia filosofia di editing è un equilibrio tra intenzione e spontaneità. Questo permette a ogni fotografia di raccontare la propria storia, spesso in modi che inizialmente non avevo immaginato.

Un’immagine rosa e viola composta da molteplici strati di alberi e foglie. Opera intitolata The Cage dell’artista Claudia Fuggetti.

Claudia Fuggetti | The Cage | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR  | 95 mm | f/6.3 | 1/160 | ISO 400

MPB: Che attrezzatura utilizzi e quanto è importante per te avere il giusto equipaggiamento come fotografa?

CF: Attualmente utilizzo una Nikon D750, una fotocamera eccellente che uso da oltre cinque anni. Per la FUTURES X MPB Residency, MPB mi ha prestato una Nikon D850. La D850 offre una risoluzione più alta ed è più semplice da utilizzare, soprattutto per gli autoritratti. Il mio obiettivo preferito al momento è il 24-120mm f/4G ED VR: è estremamente versatile e mi permette di regolare la distanza dal soggetto in base alle esigenze.

L’attrezzatura giusta è fondamentale per il mio lavoro perché influenza il mio approccio e la mia tecnica. Il peso e l’ergonomia della fotocamera incidono sul modo in cui interagisco con i soggetti e sull’intero processo di scatto. Sono veloce e ho bisogno di una macchina che consenta regolazioni rapide, ma il mio stile non è orientato alla fotografia di strada. Per questo motivo, privilegio un equipaggiamento che offra flessibilità senza richiedere una vicinanza estrema al soggetto.

Una manipolazione dai toni rosa e viola: una pantera circondata da foglie e alberi. Opera intitolata The Jungle dell’artista Claudia Fuggetti.

Claudia Fuggetti | The Jungle | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 38 mm | f/4 | 1/40 | ISO 320

MPB: Che ruolo ha la sperimentazione nel tuo lavoro?

CF: La sperimentazione è centrale nel mio lavoro. Spesso inizio ascoltando musica e facendo prove in Photoshop, lasciando che sia l’immaginazione a guidare il processo. Mi piace giocare con le idee e modificare le immagini seguendo il mio flusso creativo. Questo approccio è influenzato da stimoli diversi, visivi e non visivi, come libri e riflessioni filosofiche. Il mio processo creativo è spontaneo e nasce da un intreccio di ispirazioni consce e inconsce.

 Un’immagine di una figura umana avvolta dalla luce, circondata da una danza di fiori colorati. Opera intitolata Lightflower dell’artista Claudia Fuggetti

Claudia Fuggetti | Lightflower | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 38 mm | f/4 | 1/125 | ISO 1000

MPB: Come definisci il successo come artista? Questa definizione è cambiata nel tempo?

CF: Per me il successo come artista significa creare un mondo unico e immaginifico che allo stesso tempo rifletta le realtà attuali, come le questioni che riguardano la natura e l’umanità. È un equilibrio tra visione personale e capacità di offrire uno sguardo significativo sulla contemporaneità.

La mia idea di successo è cambiata profondamente dopo la malattia di mio padre nel 2021. Questa esperienza ha rafforzato la mia determinazione a seguire la mia passione, nonostante i dubbi degli altri. Oggi il successo significa dedicarmi al mio sogno e perseverare, anche di fronte allo scetticismo.

Immagine colorata di una farfalla su un tronco, circondata da piante e fiori. Opera intitolata Butterfly dell’artista Claudia Fuggetti

Claudia Fuggetti | Butterfly | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 62 mm | f/5 | 1/160 | ISO 6400

MPB: Come riesci a bilanciare l’espressione personale con le aspettative o i gusti del pubblico?

CF: Nella mia arte do priorità all’espressione personale, cercando di riflettere ciò che mi muove interiormente e di presentarlo in una forma esteticamente curata. Il bilanciamento con le aspettative del pubblico passa attraverso l’apertura al confronto e al feedback.

Ad esempio, durante una mostra a Modena, un visitatore voleva acquistare un mio lavoro intitolato Floating Islands, che io non consideravo particolarmente forte come opera singola. Mi ha spiegato cosa lo colpiva di quell’immagine e perché la sentiva così vicina. Questa esperienza mi ha aiutata a guardare il mio lavoro da una prospettiva diversa. Mi lascio influenzare da questo tipo di riscontri e, proprio per questo, ho deciso di includere quella fotografia nella prossima esposizione a Unseen Amsterdam, riconoscendone l’impatto sugli altri.

Un’immagine manipolata e colorata di una montagna con punti viola. Opera intitolata Floating Islands dell’artista Claudia Fuggetti.

Claudia Fuggetti | Floating Islands | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 46 mm | f/8 | 1/250 | ISO 220

MPB: Come riesci a restare motivata e ispirata, soprattutto durante i blocchi creativi o i momenti di dubbio?

CF: Per restare motivata, soprattutto nei periodi di blocco creativo, mi immergo nella lettura: spesso è proprio lì che nascono nuove idee. Considero l’arte una fonte di speranza, e questo mi aiuta a perseverare. Vivere e lavorare in ambienti diversi mi mantiene stimolata. Inoltre, ritrovo ispirazione nello scoprire dettagli inattesi nei miei stessi lavori: è come rivederli con occhi nuovi, e questo riaccende il mio processo creativo.

MPB: Qual è il miglior consiglio che hai ricevuto o quale daresti a un’artista o un artista emergente?

CF: Il miglior consiglio che posso dare è di credere in sé stessi e nella propria creatività. Ci saranno sempre persone che dubiteranno di te o considereranno i tuoi sogni irrealistici. Anche di fronte allo scetticismo e alle difficoltà, è fondamentale restare fedeli alla propria passione e continuare a coltivarla con determinazione. 

Per quanto riguarda il ruolo dell’AI, credo abbia il potenziale per sostenere la creatività e offrire maggiore libertà, ma è fondamentale mantenere uno sguardo critico. Può essere allo stesso tempo entusiasmante e inquietante, soprattutto quando confonde il confine tra contenuti reali e sintetici. Spero che, con l’evoluzione della tecnologia, possa ampliare le possibilità di realizzare i nostri sogni creativi senza compromettere la nostra umanità.

Un’immagine colorata che raffigura un tramonto, ricoperto da punti blu e verdi. Opera intitolata Sunset dell’artista Claudia Fuggetti.

Claudia Fuggetti | Sunset | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 38 mm | f/7.1 | 1/250 | ISO 160

MPB: Senti che l’AI rappresenti una minaccia per te come artista?

CF: Sì, l’AI rappresenta una potenziale minaccia, ma cerco di gestirne l’impatto con consapevolezza. L’intelligenza artificiale crea versioni diverse della realtà, mentre la fotografia, pur filtrata dallo sguardo di chi scatta, offre una prospettiva unica sospesa tra realtà e arte. Apprezzo la capacità distintiva della fotografia di restituire una visione attraverso un obiettivo, qualcosa che resta differente rispetto ai contenuti generati dall’AI.

Un’immagine colorata, alterata e sfumata di una figura femminile. Opera intitolata Yvesi dell’artista Claudia Fuggetti.

Claudia Fuggetti | Yvesi | Nikon D750 | 24-120mm f/4G ED VR | 120 mm | f/4 | 1/125 | ISO 100

MPB: Cosa possiamo aspettarci da te in futuro?

CF: Il mio prossimo progetto è una collaborazione con un collettivo creativo composto da un architetto, due designer, un filmmaker e un giornalista. Insieme stiamo creando un archivio per documentare la mia città natale, nel sud Italia. Sarà un archivio open source, perché è un progetto che sentiamo profondamente nostro e al quale chiunque potrà contribuire. Vogliamo raccontare l’autenticità della città, prima che venga trasformata dalla gentrificazione e da quel processo di omologazione che sta rendendo molte grandi città sempre più simili tra loro.


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