The back of the OM-3 showing the viewfinder and several direct buttons and dials, including the menu button.

Recensione: Mirrorless Micro Quattro Terzi OM System OM-3

Pubblicato 25 marzo 2026 da MPB

Bella fuori, ma con tanta sostanza dentro? A prima vista la OM System OM-3 (2025) richiama le Olympus a pellicola. Ma nei test di Jakub Golis si rivela molto di più: sotto il look rétro c’è una Micro Quattro Terzi moderna e potente, per alcuni la vera erede della PEN-F, vestita da reflex classica.

OM System OM-3 usata sotto i riflettori su sfondo grigio

OM System OM-3 usata

Il corpo nasconde una tecnologia notevole. La OM System OM-3 monta lo stesso sensore stacked da 20 MP ad alta velocità della top di gamma OM-1 Mark II, con autofocus avanzato, funzioni di fotografia computazionale e ottime specifiche video.

Primo piano di un rapace dalle piume marroni, con il becco aperto e gli artigli legati a una corda blu, posato su un supporto in gomma.

Jakub Golis | OM System OM-3 | Olympus M.Zuiko Digital ED 12-100mm f/4 IS PRO | 70mm | f/4 | 1/60 | ISO 400

La OM System OM-3 si colloca nel punto d’equilibrio tra le fotocamere professionali, più ingombranti e ricche di tecnologia, e i modelli da viaggio leggeri che sacrificano l’usabilità per la compattezza. Offre sia sostanza che stile. Appena inizi a scattare, capisci subito che il design rétro è solo un’esca: il vero fascino sta nelle sue prestazioni.

Specifiche

Sensore

Micro Quattro Terzi, stacked BSI

Megapixel

20,4

IBIS

Sì (5 assi)

ISO

200-102.400

Otturatore max, meccanico

1/8000

Otturatore max, elettronico

1/32000

Flash

Solo slitta hot-shoe

Mirino

Elettronico

Risoluzione mirino

5,76 milioni di punti

Ingrandimento

0,83x

Video max

4K 60p 10-bit

Archiviazione

Singolo slot SD

Peso (grammi)

499

Batteria

BLX-1 

Autonomia

Circa 590 scatti

Dimensioni, mm

139 x 89 x 46

Anno di uscita

Febbraio 2025

Pro

  • Corpo robusto

  • Adatta sia a foto che a video

  • JPEG eccellenti già pronti dalla camera

  • Stesso sensore stacked e processore della OM-1 Mark II

  • IBIS eccellente per foto e video a mano libera

  • Funzioni computazionali utili come Live ND e Live GND

Contro

  • Più grande di molte Micro Quattro Terzi

  • Un solo slot SD

  • 10 bit limitato a Log/Hybrid Log Gamma (HLG)

  • Porta Micro HDMI

  • Prestazioni in scarsa luce inferiori alle full-frame

Design ed ergonomia

L’aspetto della OM System OM-3 è un chiaro richiamo… anzi, un vero e proprio omaggio alle classiche 35mm di Olympus, come OM-1 e OM-2. Riprende il frontale piatto, la piastra superiore in metallo e le numerose ghiere fisiche, piacevoli al tatto. 

Primo piano delle ghiere di una OM System OM-3

Dettagli ravvicinati delle ghiere di una OM System OM-3 usata

Alcuni fotografi potrebbero trovare scomoda l’assenza di un’impugnatura pronunciata con obiettivi più grandi, ma io non ho avuto problemi, nemmeno con l’Olympus M.Zuiko Digital ED 12-100mm f/4 IS PRO che molti considerano “grande e pesante”. Venendo dal mondo full-frame, trovo l’intero setup piuttosto compatto per ciò che offre. 

Primo piano di una ghiera di una OM System OM-3

Primo piano di una ghiera di una OM System OM-3 usata

Il corpo della OM System OM-3 è realizzato in lega di magnesio, che le conferisce una piacevole sensazione di solidità e un buon peso. È inoltre tropicalizzata con certificazione IP53, quindi protetta da polvere e umidità. Ho visto persone online usarla anche sotto la pioggia senza problemi (ma non prendetelo come una garanzia se la vostra OM-3 dovesse bagnarsi).

Parte posteriore di una OM System OM-3 usata

OM System OM-3 usata

Controlli: c’è molto da apprezzare (e qualcosa su cui storcere il naso). Oltre alla classica ghiera PASM, trovi due ghiere personalizzabili sulla piastra superiore, un pulsante funzione e uno per la registrazione video ben posizionati a destra, e una ghiera per modalità foto/video/Slow & Quick sul lato sinistro. Accanto ci sono il pulsante EVF/LCD e un interruttore On/Off dedicato, che potrebbe far discutere: per accendere la fotocamera servono entrambe le mani, una per tenerla e l’altra per azionarlo. Per fortuna puoi assegnare la leva personalizzabile (facilmente raggiungibile con il pollice) come interruttore di accensione. È una fotocamera altamente personalizzabile.

Sul retro trovi un display LCD touch da 3 pollici e 1,62 milioni di punti, completamente articolato e ruotabile di 180° per i selfie, e un mirino elettronico OLED che alcuni considerano un po’ piccolo, anche se personalmente non ho riscontrato problemi.

Come per la Nikon Zf, alcuni puristi della fotografia non amano lo schermo completamente articolato su un corpo come quello della OM-3. Io non sono tra questi: l’ho trovato molto utile, soprattutto per i video. Ho portato la OM-3 a un festival medievale e lo schermo si è rivelato perfetto per scattare sopra la folla, ideale quando sei in seconda fila e cerchi un’inquadratura pulita.

Primo piano del retro della OM System OM-3

Retro di una OM System OM-3 usata

Ci sono anche due controlli aggiuntivi che ho trovato particolarmente interessanti e utili. Il primo è la leva personalizzabile con pulsante dedicato alla fotografia computazionale (CP). La leva è davvero versatile: puoi usarla come interruttore On/Off alternativo, assegnarla al controllo della messa a fuoco o praticamente a qualsiasi altra funzione. Sì, è davvero una fotocamera estremamente personalizzabile.

Il pulsante CP è il cuore della magia della fotografia computazionale. Da qui accedi a tutte le modalità di scatto avanzate: alta risoluzione (50 MP a mano libera e 80 MP su treppiede), focus stacking, HDR, esposizione multipla e, tra le mie preferite, Live ND e Live GND (filtro graduato ND). 

Live ND permette di ottenere lunghe esposizioni o aprire il diaframma anche in piena luce, proprio come con un filtro ND fisico. Live GND, invece, consente di scurire il cielo mantenendo il soggetto correttamente esposto. Puoi regolare intensità, transizione e posizione direttamente dal touchscreen, ed è davvero impressionante. Puoi tranquillamente lasciare i filtri ND a casa: con questa fotocamera non ti serviranno. E la cosa migliore? Anche usando il Live GND, ottieni comunque file RAW a piena risoluzione, senza limitarti ai soli JPEG.

Ghiera creativa su una OM System OM-3 usata

Ghiera creativa su una OM System OM-3 usata

Ghiera creativa

L’altro controllo fisico distintivo della OM System OM-3 è la ghiera creativa sul frontale. Ha un click molto soddisfacente e permette di passare rapidamente tra le diverse modalità colore. Oltre all’impostazione standard, include monocromatico, filtri artistici e la modalità Colour Creator.

Sarò sincero: i filtri artistici e la modalità Colour Creator (CRT) mi sono sembrati un po’ gimmick. Offrono effetti come pinhole, cornici e acquerello, con un’estetica molto “primo Instagram”. La modalità CRT aggiunge principalmente una dominante cromatica all’immagine: divertente da usare, ma difficilmente la sfrutterei spesso. La modalità monocromatica, invece? Davvero eccezionale.

Foto in bianco e nero del retro di uno spettatore a un festival medievale, con corsetto floreale e un elaborato accessorio floreale tra i capelli.

Jakub Golis | OM System OM-3 | Olympus M.Zuiko Digital ED 12-100mm f/4 IS PRO | 100mm | f/4 | 1/1000 | ISO 200

La modalità Colore consente di regolare la saturazione dei singoli colori e modificare la curva di contrasto complessiva. La modalità Monocromatica, invece, offre splendide immagini in bianco e nero direttamente dalla fotocamera. Puoi personalizzarle ulteriormente con varie impostazioni, inclusa l’aggiunta di grana digitale (attenzione, Fujifilm!). Se ami i look ispirati alla pellicola già pronti in camera, le modalità creative della OM-3 tengono tranquillamente il passo con altre fotocamere digitali dal carattere analogico.

Oltre a favorire la sperimentazione, la ghiera creativa permette di passare istantaneamente dal colore al bianco e nero senza entrare nei menu. L’ho trovata fantastica. E sì, scattando in queste modalità mantieni comunque tutti i dati nel file RAW, ma onestamente il livello di personalizzazione dei JPEG è così alto che puoi usare direttamente i file pronti dalla camera senza problemi.

Sensore e ISO

All’interno, la OM-3 condivide molto con la professionale OM System OM-1 Mark II, in particolare lo stesso sensore stacked BSI Micro Quattro Terzi da 20,4 megapixel. In termini di qualità d’immagine, i risultati sono molto simili. Le differenze principali riguardano design ed ergonomia: la OM-1 Mark II è una scelta più robusta e pratica per lavori professionali, come sport o la fotografia faunistica. Sebbene entrambe offrano ottime prestazioni e un autofocus eccellente, la OM-3 ha un mirino più piccolo, un solo slot per schede e manca di un’impugnatura frontale pronunciata. Questo la rende meno adatta all’uso con obiettivi lunghi e pesanti.

Castello in miniatura con cavalieri, usato per dimostrare un file RAW a ISO 6400 senza riduzione del rumore.
Castello in miniatura con cavalieri, usato per dimostrare un file RAW a ISO 6400 senza riduzione del rumore.

Sinistra: JPEG direttamente dalla fotocamera a ISO 6400 con riduzione del rumore predefinita. Destra: ritaglio al 100% del file RAW a ISO 6400 senza riduzione del rumore.

Durante i test sulle prestazioni ISO della OM-3, ho notato che scattando in RAW a ISO 6400 il rumore inizia a farsi vedere, mentre oltre ISO 25600 la situazione peggiora sensibilmente. A ISO 51200 compare anche una strana dominante cromatica, e ISO 102400 è decisamente da evitare. Con i JPEG, invece, ISO 6400 è ancora molto valido grazie alla riduzione del rumore. Tuttavia, già da ISO 12800 si comincia a perdere dettaglio, e da ISO 51200 l’immagine diventa piuttosto impastata. Nel complesso, resta comunque un’ottima resa per una Micro Quattro Terzi. Ma se la priorità è la fotografia in condizioni di scarsa luce, vale la pena considerare una full-frame come la Sony A7S III, che gestisce queste situazioni con molta più disinvoltura rispetto alla OM-3.che gestisce queste situazioni con molta più disinvoltura rispetto alla OM-3.

Folla che assiste a una competizione durante un evento a tema medievale. Al centro dell’inquadratura, due donne con corone di girasoli.

Jakub Golis | OM System OM-3 | Olympus M.Zuiko Digital ED 12-100mm f/4 IS PRO | 100 mm | f/ 4 | 1/ 250 | ISO 200 | Modificata

Autofocus e stabilizzazione

Oltre al sensore già citato, l’altra grande somiglianza tra la OM System OM-3 e la OM-1 Mark II è il processore TruePic X, il che lascia intuire prestazioni autofocus di alto livello. E infatti è proprio così. L’autofocus è leggermente meno affidabile rispetto a quello di alcune delle più recenti Sony, ma resta comunque molto valido. È rapido e preciso, con un buon tracking continuo dei soggetti, anche nella modalità a raffica da 50 fps (da notare che a 120 fps fuoco ed esposizione vengono bloccati sul primo fotogramma). Ci sono stati alcuni piccoli inciampi: in modalità ad alta velocità, qualche scatto non era perfettamente a fuoco, soprattutto in condizioni di luce scarsa, con il punto di fuoco leggermente dietro agli occhi del soggetto. Nel complesso, però, si è dimostrato affidabile sia per foto che per video. A seconda delle esigenze, puoi scegliere tra diverse modalità AF e soggetti da tracciare, tra cui persone, uccelli, animali, treni, auto e aeroplani.

Folla a un festival medievale con tende a campana sullo sfondo. È una giornata di sole e le persone sono in costume, con i soggetti in primo piano mossi.

Scatto direttamente dalla fotocamera con esposizione a mano libera di 0,5 secondi usando la funzione Live ND

OM System (e prima ancora Olympus) è rinomata per la stabilizzazione del sensore, e la OM System OM-3 non fa eccezione. È accreditata fino a 7,5 stop con obiettivi compatibili e, nell’uso quotidiano, si comporta davvero bene. Sono riuscito a girare video senza problemi anche alla massima focale dell’obiettivo Olympus, senza ottenere quell’effetto “gelatina”. In realtà, questo non succederebbe comunque grazie al buon controllo del rolling shutter, ma resta il fatto che la stabilizzazione è semplicemente eccellente. Abbinala alla funzione Live ND e puoi ottenere lunghe esposizioni anche in pieno giorno senza bisogno del treppiede (oppure mantenere ISO più bassi in condizioni di scarsa luce).

Qualità d’immagine

Nel complesso, mi piacciono davvero molto le immagini prodotte dalla OM System OM-3. I JPEG direttamente dalla fotocamera sono, a mio parere, un punto di riferimento per qualità. Se invece preferisci avere il pieno controllo, i file RAW offrono abbastanza dati per lavorare sulle immagini a piacimento. Mi ha sorpreso vedere che molte delle modalità computazionali influenzano sia i RAW che i JPEG.

Persone sedute all’ombra di una tenda a campana in una giornata di sole durante un festival medievale.
Persone sedute all’ombra di una tenda a campana in una giornata di sole durante un festival medievale.

Sinistra: scatto con Live GND Destra: scatto senza Live GND

Rispetto ad altre fotocamere con risoluzioni molto più elevate, 20 megapixel potrebbero sembrare pochi. Ma ti assicuro che sono più che sufficienti. Ho fatto un test confrontando una stampa grande da un file da 12 megapixel con una da 45 megapixel e, a una distanza di visione normale, non ho notato differenze significative. Se per lavoro hai davvero bisogno di più di 20 megapixel, puoi usare la modalità High-Res Shot oppure valutare alternative con sensori più grandi, come le medio formato Fujifilm.

Due persone in costume a un festival medievale: una con corna e abiti in finta pelliccia, l’altra con una guida in mano.

Jakub Golis | OM System OM-3 | Olympus M.Zuiko Digital ED 12-100mm f/4 IS PRO | 100 mm | f/ 4 | 1 / 50 | ISO 320 | Modificata

Vale la pena ricordare che il formato nativo del Micro Quattro Terzi (e quindi anche della OM System OM-3) è 4:3. Questo significa che, se vuoi stampare le classiche foto 10x15 cm, dovrai ritagliarle oppure usare solo una parte del sensore direttamente in camera. Per molti non è un problema, ma io stampo ancora foto per l’album di famiglia e ogni volta che uso una Micro Quattro Terzi mi ritrovo un po’ infastidito dal dover passare al formato 3:2.

Video

La OM System OM-3 è una buona fotocamera ibrida. Oltre alle ottime prestazioni fotografiche, si comporta molto bene anche nei video. Puoi registrare in 4K fino a 60p e in Full HD fino a 240p. I filmati in 4K, sia a frame rate standard sia a 60p, risultano nitidi e di alta qualità. L’effetto di nitidezza applicato di default è un po’ troppo marcato per i miei gusti, ma si può facilmente regolare nelle impostazioni.

Due persone a cavallo durante un festival medievale, entrambe con bandiere blu decorate da emblemi, con spettatori sullo sfondo.

Fotogramma da video 4K/60p OM-Log400 10-bit 4:2:0, rifinito con una leggera regolazione delle curve.

Il produttore ha fatto una scelta piuttosto discussa con la OM System OM-3: la registrazione in 10-bit 4:2:2 è disponibile solo utilizzando i profili Log o HLG. Per tutte le altre modalità, si è limitati all’8-bit standard. Non è quindi possibile registrare in 10-bit nei profili non log. Alcuni non hanno apprezzato questa decisione, ma personalmente la trovo sensata: non si ottiene un grande vantaggio girando in un profilo standard a 10-bit, mentre usare un profilo log con soli 8-bit sarebbe decisamente limitante.

https://youtu.be/R9hQYZbPjR4?rel=0

Se utilizzi il formato di massima qualità, H.265 10-bit 4:2:2 OM-Log400, il risultato non delude: i video sono molto dettagliati, con una resa cromatica naturale e un’ottima flessibilità in fase di color grading.

Persona che gioca a diabolo durante un festival medievale, con tende a campana e bandiere sullo sfondo.

Fotogramma tratto da un video 4K/24p registrato con il profilo immagine Cine 2 sulla OM System OM-3.

Se preferisci non girare in log a 10-bit, la OM System OM-3 offre due nuovi profili colore per il video: Cine 1 e Cine 2. Il Cine 1 ricorda l’S-Cinetone di Sony: è leggermente più piatto rispetto a un profilo standard, ma restituisce comunque un’ottima immagine già pronta all’uso, ideale per consegne rapide senza bisogno di color grading pesante. Il Cine 2, invece, ha un look più stilizzato, con ombre sollevate e rossi più pronunciati. Personalmente non mi ha convinto del tutto, ma può funzionare bene in flussi di lavoro con poca post-produzione, quando non si vuole passare a un profilo log completo.

Per quanto riguarda le porte, la OM System OM-3 include ingressi mini-jack per microfono e cuffie, il che è ottimo, ma purtroppo offre solo un’uscita micro HDMI. Nonostante ciò, può comunque trasmettere un segnale video RAW a un registratore esterno, una buona notizia per chi ama personalizzare il proprio setup.

A chi è destinata la OM-3?

Mi è piaciuta molto la OM-3. Non l’ho amata, ma mi è davvero piaciuta. Potete anche prendermi in giro per questo, ma devo ammettere una cosa: non mi ha convinto il suono dell’otturatore. La OM-3 richiama una reflex vintage, e quelle fotocamere regalano un “clack” appagante a ogni scatto. Può sembrare un dettaglio da poco, ma per una fotocamera da portare sempre con sé, anche il piacere d’uso conta.

Persona vestita come un Nazgûl a una fiera medievale, con un cockapoo al guinzaglio, in una giornata di sole.

Jakub Golis | OM System OM-3 | Olympus M.Zuiko Digital ED 12-100mm f/4 IS PRO | 100 mm | f/ 4 | 1/ 1000 | ISO 200 | Modificata

A parte questo piccolo difetto, la OM System OM-3 convince praticamente su tutti i fronti. Adoro il suo design, produce immagini splendide grazie a uno dei migliori motori JPEG in circolazione e le funzioni di fotografia computazionale sono davvero utili. Se cerchi una fotocamera da integrare facilmente in un setup video, è un’ottima scelta anche per quello. Nel complesso, è una fotocamera molto completa. Piacerà a creator attenti allo stile, fotografi di viaggio o a chiunque voglia scattare foto di alta qualità senza portarsi dietro qualcosa di poco accattivante. Se invece cerchi uno strumento più orientato alla fotografia naturalistica professionale, potrebbe avere più senso puntare sulla OM-1.

Alternative

La OM-3 occupa una posizione piuttosto unica sul mercato, ma non è certo l’unica opzione. Se stai valutando alternative più adatte al tuo stile o alle tue esigenze, ecco alcuni consigli.

Corpo Nikon Zf usato senza obiettivo su sfondo viola riflettente

Nikon Zf usata

Nikon Zf

La Nikon Zf è l’alternativa più vicina alla OM System OM-3 se cerchi un sensore full-frame. È una fotocamera simile, con un peso di oltre 700 g, mentre la OM-3 resta sotto i 500 g. Ha un design molto curato, offre immagini di alta qualità e consente di ottenere una profondità di campo più ridotta. Tuttavia, sia il corpo che gli obiettivi sono più ingombranti rispetto alla OM-3 e non raggiunge le stesse velocità di scatto

Una fotocamera mirrorless “Olympus OM-1-2” esposta su uno sfondo sfumato rosa e blu

OM System OM-1 usata

OM-1 Mark I o Mark II

Sia la OM System OM-1 che la OM System OM-1 Mark II sono state citate più volte in questa recensione. Se l’estetica non è una priorità e cerchi il corpo Micro Quattro Terzi più affidabile e robusto, con doppio slot per schede e un utilizzo più comodo con obiettivi grandi, vale la pena considerarle.

Panasonic Lumix G9 II

A un prezzo simile, la Panasonic DC-G9 II offre funzionalità video più avanzate, un mirino elettronico più grande e definito e il doppio slot per schede, risultando più adatta a chi cerca un controllo di livello professionale in ambito ibrido. Va detto però che il corpo è sensibilmente più grande e pesante rispetto alla OM-3.

Fujifilm X-T5 su uno sfondo giallo

Fujifilm X-T5

La Fujifilm X-T5 offre maggiore flessibilità grazie ai suoi 40 megapixel, al doppio slot UHS-II e a un mirino elettronico da 3,69 milioni di punti. La resa colore Fujifilm e le simulazioni pellicola restano tra le migliori, e non mancano valide opzioni video in 6.2K e 4K. Mantiene inoltre quell’esperienza di scatto rétro che piace agli utenti della OM-3. Scegli la X-T5 se ti concentri principalmente sulla fotografia e vuoi il massimo dettaglio insieme alla sicurezza del doppio slot. Se invece dai priorità a velocità, stabilizzazione avanzata e ottiche leggere, la OM-3 potrebbe essere la scelta più adatta.

Fujifilm X100VI su uno sfondo blu e viola

Fujifilm X100VI usata

Fujifilm X100VI

La Fujifilm X100VI offre un classico setup con obiettivo fisso, mirino ibrido elettronico/ottico e un sensore APS-C più grande, mentre la OM-3 punta sulla versatilità degli obiettivi intercambiabili, sulla tropicalizzazione, sulla velocità del sensore stacked e sulle funzioni di fotografia computazionale.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra OM System OM-1 Mark II e OM System OM-3?

La OM System OM-1 Mark II è l’opzione più robusta e professionale, con doppio slot per schede e un’impugnatura più pronunciata. La OM System OM-3 offre lo stesso sensore in un corpo più compatto e dal design rétro, con maggiore attenzione a stile e strumenti creativi.

Qual è la differenza tra Olympus OM-2 e OM System OM-3?

La Olympus OM-2 è una reflex analogica classica. La OM System OM-3 del 2025 è una mirrorless digitale moderna ispirata a quel design storico.

Qual è la migliore fotocamera Olympus o OM System?

Per chi scatta su pellicola, la Olympus OM-1 è un grande classico. Nel digitale, la OM System OM-1 Mark II rappresenta la scelta più avanzata in ambito professionale.

Qual è la differenza tra Canon EOS R7 e OM System OM-3?

La Canon EOS R7 ha un sensore APS-C più grande, con una risoluzione più alta da circa 32 MP contro i 20 MP della OM-3. Questo si traduce in maggiore dettaglio, migliore gestione della profondità di campo e prestazioni superiori in condizioni di scarsa luce.


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